Ultimo atto di una farsa

Scusate, ma forse questo è il solo sistema per non appestare ulteriormente
il NG da stupide battaglie personali.
Quella che segue è la cronistoria della farsa sul dobermann (o in generale
sul taglio - o -mica- taglio), con le sue conclusioni.
Chi si è già ampiamente rotto le p@lle di questa storia è pregato di non
leggerlo, chi vuole sapere com'è andata a finire...lo vedrà.

PRIMO ATTO
La farsa comincia con il thread "Comunicato ENCI" in cui si "informa" il
pubblico che i cani amputati non potranno più essere esposti in Germania.
Io commento che non è una novità, ma che i Club interessati (BCI e AIAD)
hanno fatto il possibile per tenere nascosta la realtà volendo continuare a tagliare.
Mi risponde Zita Azzuliti che (in palese violazione della privacy, peraltro)
dice che io (nome cognome professione ecc...) ho scritto una cosa inesatta
perché l'AIAD ha pubblicato sul bollettino n X del giorno Y il comunicato ENCI.
Io MI SCUSO per non aver precisato e distinto tra il comportamento
"ufficiale" dei due Club, ma faccio notare che la politica di entrambi è di
schierarsi apertamente contro il cane integro ANCHE A COSTO DI MENTIRE (ho
testimoni per quanto riguarda il BCI che per mesi ha sostenuto, a chi
telefonava per informazioni, che "in Italia si poteva tagliare e che i cani
potevano andare in expo come e quando volevano", DIMENTICANDO di aggiungere
"ma solo in Italia, e non si sa fino a quando perché lo Standard è cambiato".
Per quanto riguarda l'AIAD, invece, lo Standard non è (ancora) cambiato, ma
ho  testimonianze di persone che hanno telefonato ad alcuni allevamenti
chiedendo di poter avere un cane con la coda integra, e di essersi sentiti rispondere che NON ERA POSSIBILE. Questa è la libertà di scelta che andatesbandierando?).
Ho aggiunto che l'AIAD si era messa "in bella evidenza" boicottando
Marchetti a Milano,  e ho detto che le "pecore" AIAD seguono pedissequamente
il loro presidente-pastore anche perché non c'è alcuna libertà di mettersi
contro di lui, essendo lui l'unico giudice italiano per gli ZTP.
Questo risponde semplicemente ai FATTI che sono sotto gli occhi di tutti.
E le stesse persone (allevatori) che oggi mi attaccanno ferocemente ieri (o
l'altroieri), sedute con ME intorno a tavoli di diverso tipo, parlavano di
"mafie", di "pressioni" e di "mancata democrazia" in seno all'AIAD. Solo che
non hanno il coraggio (o la possibilità) di dirlo pubblicamente.
E adesso, forse, non lo direbbero più perché lo stesso presidente che LORO
accusavano di "comportamento mafioso" è quello che sta facendo la battaglia
per mantenere il taglio, e questa piace a tutti perché tutti (PAROLE DEGLI
ALLEVATORI, e non mie) hanno il sacro terrore di non vendere più cuccioli.
L'ultimo scambio di idee tra me e Zita Azzuliti su IDAC si conclude così:
Zita: tu mi accusi di malafede Io: Ti accuso di parzialità, o se preferisci di visione unilaterale, o se preferisci ancora di proselitismo cieco verso un Club che in questo momento
NON sta, secondo me, facendo le mosse giuste per tutelare una razza (che amo
particolarmente, altrimenti me ne infischierei alla grande).

SECONDO ATTO
Zita Azzuliti scompare da IDAC.
Dopo qualche giorno mi telefona l'editore di Mon Ami, chiedendomi "come
abbia potuto" scrivere queste cose sull'AIAD.
Gli rispondo che a LUI devo rendere conto di ciò che scrivo sui suoi
giornali, e non certo di quello che penso o che dico con i miei amici al
bar, all'osteria o in gruppo di discussione (questa NON è una bacheca, nè
una rivista online, nè altro di "ufficiale". Questo E' un gruppo di amici
che dicono quello che stracavolo vogliono).
E' pubblico? Anche un bar lo è, può passare chiunque. Ma finché non insulto
e non offendo nessuno, mi ritengo libera di dire quello che penso, anche
quando penso che un Club (o l'ENCI, o Dio in persona) si stiano comportando
in un modo che danneggia, e NON "tutela", una razza.
L'editore di Mon Ami, in tono drammatico, profferisce queste TESTUALI
parole: "Ma tu non sai quello che è successo! Mi ha telefonato una persona,
di cui non posso dirti il nome, (e cominciamo bene, n.d.r.)  dicendo che
l'AIAD è furiosa per quello che hai scritto, e che gli allevatori AIAD
"toglieranno tutte le loro pubblicità dalle mie riviste se tu continui a scriverci".
Testualissimo. Parola per parola.
A questa telefonata reagisco incazzatissima con il thread "Zita Azzuliti",
in cui accuso la suddetta "spiona" di aver attaccato la mia professione e di
aver messo a rischio di grave danno economico il mio datore di lavoro solo
per farsi bella con il suo Club. Non avrei scritto nulla del genere se Zita
Azzuliti mi avesse semplicemente mandato affanculo su IDAC (cosa che succede
spesso e volentieri tra molti di noi, come succede spesso e volentieri "tra
amici al bar"): sono saltata in aria perché si tirava dentro una persona
(l'editore, appunto) che non c'entrava NIENTE in questa discussione "da bar".
Seguono le apparizioni rigorosamente ANONIME  dei vari "principidellanotte",
"Morganilpirata" e adesso pure "Passatore" (a quando un
"Vendicatoresolitario"? me lo aspetto da un momento all'altro) che
farneticano sul sacrosanto diritto al taglio (e vabbe', queste sono opinioni
e come tali sono libere di esprimerle) e sul fatto che io, alla disperata
ricerca di notorietà (come tutti sanno, vero?) mi sia attaccata alla
battaglia contro il taglio per "arricchirmi". E come no!!!
E' arcinoto che andare controcorrente difendendo le proprie idee contro
tutti è il metodo migliore per riempirsi le tasche.
E' altrettanto noto che io allevo boxer e dobermann integri e che devo
assolutamente vederli.
Infine, è notissimo che per raggiungere questi scopi si scrive su un NG a
cui partecipano (forse) cento persone, che indubbiamente sono pronte a
coprirmi di gloria, notorietà e denaro a palate. Ma per favore...mentre
scrivo queste cose mi scappa da ridere, pur incazzata nera come sono.

ULTIMO ATTO
La mia apertura del thread "Zita Azzuliti", nello stesso momento in cui
veniva postata su IDAC, veniva anche inviata in copia conforme all'editore, via mail.
Lunedì 11 febbraio, in mattinata, non sentendo alcun commento da parte sua,
telefono all'editore chiedendogli se ha ricevuto la mail: risposta "sì, sì, ho letto tutto".
"E che ne pensi?" Risposta: "Ma vuoi davvero denunciare Zita Azzuliti?"
Io: "No. Ci ho pensato in un primo momento di rabbia, ma penso che non sia
il caso di avviare un'azione legale contro una poveretta come quella.
Piuttosto vorrei sapere cosa intendi fare tu con l'AIAD".
Risposta sua, sempre TESTUALE: "Cerchiamo di lasciar cadere la cosa, cerca
di capirmi, io devo pur mangiare". Fine della conversazione.
Lunedì 11 febbraio, pomeriggio: riparlo al telefono con l'editore che
sostiene che "non ci siamo capiti bene", e che in realtà non è stato PROPRIO
minacciato. La verità è che gli ha telefonato l'allevatore X (stavolta mi fa
anche il nome) dicendogli che i Soci AIAD erano "molto arrabbiati" per
quanto avevo scritto su IDAC, e che se io non avessi smesso di scrivere
queste cose "ci sarebbe stata la possibilità" che "qualche" allevatore gli
togliesse la pubblicità sulla rivista". Gli chiedo se sia pazzo a cambiare le carte in tavola in questo modo, dopo avermi fatto scagliare contro  l'AIAD parlandomi chiaramente e SENZA
possibilità di fraintendimento di "minacce", di "imposizioni" e di RICATTO
bell'e buono. Lui continua con una precipitosa retromarcia: "ma no, non hai capito bene,
mi sarò spiegato male..." eccetera. Il fatto è che io ho capito benissimo e
lui si è spiegato perfettamente. Ma capisco anche adesso: deve mangiare. Okay.
Decido di lasciar cadere la cosa (anche se mi friggono i nervi) per rispetto
verso di lui e delle persone che lavorano per lui (anche attraverso me,
visto che le ho cercate per le collaborazioni).
Martedì 12 febbraio:  appare il post "risposta di un editore" che smentisce
le mie parole lasciando intendere non che ci sia stato il famoso
"fraintendimento", ma che io sia proprio una pazza visionaria.
Mi rifiondo sul telefono chiedendogli se abbia scritto DAVVERO lui quelle
parole, e lui conferma. Gli chiedo se si renda conto della posizione in cui mi ha messo.
Risposta: "bè, ma tu puoi sempre rispondere che ci siamo capiti male". IO?!?!?!?!?
A questo punto alcuni idacchiani  (non io, che non so fare tracce né seguire
IP né altro del genere) mi informano che gli IP del principe E DELL'EDITORE
sono identici. Non che cambi molto, ma a questo punto mi sorge anche il dubbio che
l'editore (notoriamente incapace di usare internet, tanto che non sa neppure
aprire la posta da solo) abbia dato MANDATO al "principe" di scrivere per
suo conto. Che sia così o no, la sostanza dei fatti non cambia: editore e "principi"
(dell'anonimato) sono d'accordo sull'attacco alla sottoscritta, scaturito
dal fatto che io abbia cercato di difendere il mio lavoro e il SUO.

CONCLUSIONE DELLA FARSA: ieri sera ho inviato una mail all'editore
spiegandogli quello che penso di lui. E siccome è roba mia e posso renderla
pubblica senza violare alcuna pricacy, copio e incollo:

"tu SEI CONSENZIENTE a questo tentativo di sputtanamento (dove peraltro
l'unico sputtanato sei stato tu) dovuto al fatto che sono intervenuta in
difesa TUA  e dei tuoi giornali!!!!
Allora, sai che ti dico?
Neanche per FAME NERA sarei ancora disposta a lavorare per una persona come te.
Quindi da questo momento in poi non intendo più scrivere una riga sui tuoi
giornali, né sbattermi come una deficiente per trovarti collaboratori, né
tantomeno per salvarti la faccia con i MILLE allevatori a cui hai combinato
le peggio cose, e che sono andata in giro a "recuperarti" solo per amicizia,
visto con te ci ho sempre e solo rimesso soldi e FACCIA."

E con questo spero di aver soddisfatto la curiosità dei principi, dei pirati
e di tutti gli altri vili anonimi che non hanno avuto il coraggio di
mostrare la loro faccia, né quello di rispondere (Morgan) a una mail privata
in cui lo invitavo a smettere di appallare il NG it.discussioni.animali.cani
(e non it.litigi.per.i.cazzi.nostri.), chiarendo la questione in privato.
Ma qui non ci sono questioni da chiarire: qui c'è stato, con l'editore
CONSENZIENTE, (forse perché pressato e ricattato da chi "gli dà da
mangiare"?) semplicemente un tentativo di mettere pubblicamente alla gogna
la sottoscritta. Bene, la sottoscritta preferisce andare a mangiare in piatti diversi: e
piuttosto che accettare cibo da persone di tal fatta, preferisce (al limite)
morire di fame. Se c'è chi preferisce invece leccare piatti (e mani, per non dir di peggio),
piegarsi a ricatti e scendere  a qualsiasi compromesso pur di non perdere le
sue preziose pubblicità, SONO CAVOLI SUOI.

Scusate per la lunghezza del post, ma questo è DAVVERO tutto.

Valeria Rossi

Giornalista