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Allevamento Boxer Casa Bartolini

Comprare un boxer:
testimonianza di una giornalista

Raffaella Ceragioli

"Buongiorno, sto cercando un maschio di boxer tigrato scuro..."

Prendetela come una password, perché solo pronunciando questa "formuletta" mi si è spalancato un mondo. Non esattamente fatato, a dirla proprio com'è!

Diciamo che un po' per carattere, un po' per deformazione professionale (sono giornalista), molto perché ritengo che l'investimento affettivo che si fa nei confronti del cane sia talmente grande da dover essere in qualche modo garantito (passatemi il termine), io mi informo e faccio domande, raccolgo informazioni e le verifico. Non mi stanco di leggere, non lesino sulle telefonate. Parlo chiaro, riferisco... Insomma, rompo!

Cercavo un cane con delle caratteristiche molto precise, e proprio come quando hai le idee chiare su - che so - un paio di scarpe, la ricerca diventa impegnativa. Ma interessante anche. Voi certo già lo saprete, ma io ho scoperto che, dietro l'acquisto di un cucciolo, si nasconde un dedalo di sentieri che non condurranno solo ed esclusivamente a dividere il divano con un boxer dal fisico statuario.

Neofita della cinofilia in quanto tale, romantica e innamorata della razza, cerco il mio terzo boxer, un compagno per la mia femmina (scusa ufficiale), un amore per me (motivazione reale). Non basta che sia bello (mi affezionerei anche a una rana), deve essere sano, avere "carattere" (ok l'equilibrio psichico, ma anche basta con questa storia che il boxer è una baby sitter! Perché plasmare la sua indole impavida in quella di un cane-tata?), deve provenire da un allevamento che non sia improvvisato e che mi segua nel percorso di crescita (del cucciolo e mio), deve avere un pedigree senza miscugli tra consanguinei, una provenienza sicura e poi deve avere qualcosa nello sguardo che non posso spiegare...

Lo cerco da mesi, non ho fretta. Credo di aver parlato con tutti gli allevamenti italiani. I più noti e i meno noti. Ho stilato un elenco: è più difficile di quanto pensassi! Ho estrapolato dall'elenco qualche nome, mi sa che se ne riparla in primavera. Ma appena ho un attimo, gironzolo su internet a guardarmi le foto di questi capolavori a quattro zampe.

Incappo per caso nel sito di Casa Bartolini. Effettivamente, avevo preso come riferimento il boxer club e i link relativi. Chiamo al volo: Bartolini ha un cucciolo esattamente come lo voglio io. Parliamo un po', lui mi fa un sacco di domande... lui a me?! Mah! Mi prendo qualche giorno.

Richiamo gli allevamenti del BC precedentemente selezionati. Sbuffo: nessun boxer disponibile. Ma quando dico che ne ho trovato uno da Bartolini, è un coro di moniti e avvertimenti! Uh!

"Io non prenderei un suo cane nemmeno se me lo regalasse". "Non c'è da fidarsi dei suoi certificati". "I suoi cani non si sa da dove vengano." E anche "Ha litigato con tutti, è stato buttato fuori dal boxer club..." Occavolo! Quanto impegno! Tutti così preoccupati per me? O il signor Bartolini ha alzato troppa polvere? Parto per Pontedera.

Sono tornata a casa con Tito, il mio boxer tigrato scuro: bellissimo, ho visto lui e i suoi genitori. C'è anche il vecchio nonno in allevamento (buon segno per quanto riguarda la longevità!) ma Tito non potrà mai partecipare ai concorsi italiani perché il suo affisso sarà dirimente, ed è l'allevatore a dichiararlo: se vincesse il mio cane, verrebbe premiato il suo allevamento, e questo non è ammesso! E chissene!

Con Stefano Bartolini si è parlato chiaro: gli ho riferito le voci che corrono su di lui e lui mi ha illustrato le regole che vigono nel meraviglioso mondo della cinofilia. Rompe... gli schemi da anni, non teme di puntare il dito, porta avanti le sue battaglie, schiaccia i calli di giudici e allevatori. Il boxer bianco, la spondilosi, le code... Mi parla di musi siliconati (!) e di importazioni non esattamente ortodosse (il tutto senza fare nomi e delazioni)... Ci credo che ha litigato con tutti! Anzi, vi dirò: a un certo punto mi voleva mandare via senza cane! Non gli piace chi fa troppe domande... Che caratteraccio, questo Bartolini! Ma si dà il caso che nemmeno io sia famosa per la mia capacità di socializzare! E soprattutto, si dà il caso che i suoi cani siano bellissimi e che il loro carattere sia "perfettamente nello standard"!

Peccato per i campionati italiani... Peccato che, anche dietro l'amore per i cani, si nascondano tanti interessi, tanti rapporti clientelari, tanta malafede! Perché il MIO Tito vincerebbe tutto il vincibile! :-)

Battute a parte, in un mondo perfetto tutti gli allevatori dovrebbero lavorare per migliorare la razza e la qualità (e non solo del cane!). La partita è ancora aperta, stiamo a vedere! Per il momento ho deciso di ficcanasare un po' di più in questo ambito, dalla parte dei cani.

E poi ci sono i concorsi tedeschi...


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